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Uno sguardo sull’Africa 2008 [Un regard sur l’Afrique]
Rassegna di cinema africano (rencontre de cinéma africain). A cura di Daniela Ricci (responsable de la manfestation : Daniela Ricci)

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La rassegna, giunta alla sua quarta edizione propone appuntamenti di cnema e letteratura fra documentari, ficion e reading teatrali quale momento di approfondimento di alcuni aspetti delle diverse culture africane. Migrazioni, bambini soldato, colonialismo, relazioni ed equilibri internazionali….

Il programma:

6 novembre: Come un Uomo sulla terra
13 novembre: Ezra
20 novembre: Racconti, musica e poesia
27 novembre: The weak current


1. COME UN UOMO SULLA TERRA
di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer
Italia, 2008, 68 min

Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani, dove ha imparato anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.

Ospite della serata: il regista Dagmawi Yimer

DAGMAWI YIMER

Diplomato alla scuola inglese di Addis Abeba, ha frequentato i primi anni nella facoltà di Giurisprudenza, ma poi ha deciso per motivi politici di emigrare. Attraverso la Libia è arrivato a Lampedusa nel luglio 2006, dove ha ottenuto la protezione umanitaria. Dal 2007 collabora con la scuola di italiano di Ainitas come operatore sociale e come autore video. Ha realizzato uno degli episodi del documentario « Il Deserto e il Mare » e alcuni cortometraggi di documentazione dell’attività della scuola.



2. EZRA
di Newton I. Aduaka
Nigeria/Francia/Austria – 2007, 103 min

inglese con sottotitoli in italiano Ezra non ha ancora venti anni, dietro di sé un’infanzia perduta. Rapito da piccolo dai ribelli del Blood Brotherhood, è stato addestrato alla guerra, drogato ed indottrinato, spinto a compiere crimini orribili.
È diventato un bambino soldato. In un continuo gioco di rimandi tra passato e presente, ricostruiamo la sua storia: l’attacco al suo villaggio, il massacro dei genitori di cui Ezra non ricorda nulla, l’incontro con la sorella sopravvissuta. Oggi Ezra si trova dinnanzi ad un tribunale, la sua mente ha rimosso il passato. È una vittima o un criminale di guerra?
Il film « Ezra » è nato da un grande lavoro di ricerca che il regista ha condotto in Sierra Leone insieme a Alain Michel Blanc (autore di « Vai e vivrai »). Ha incontrato tanti bambini, psichiatri, educatori, avvocati del tribunale speciale delle Nazioni Unite, ma ciò che più l’ha toccato è ciò che alcuni bambini hanno dovuto vivere e che sempre resterà nella loro memoria.
La sensibilità del regista, unita ai suoi vissuti infantili, ed alla sua attenzione sociale gli hanno permesso di realizzare un film che mette a fuoco uno tra i grandi problemi che nel mondo toccano i bambini ed i diritti negati, senza cadere nel patetico o in una semplice separazione tra bene e male. Il film cerca di prendere in considerazione la complessità della problematica ed entra in profondità nella disperazione della guerra e dei bambini che quasi inconsapevoli ne prendono parte attivamente, cosa che purtroppo segnerà profondamente tutta la loro esistenza. Il film ha partecipato a diversi importanti festival e vinto numerosi premi.

Ospite della serata: il regista Newton I. Aduaka

NEWTON I. ADUAKA

Nasce a Ogidi (Nigeria) nel 1966, si trasferisce a Lagos con la famiglia nel 1970, in seguito alla guerra civile del Biafra. Nel 1985 si trasferisce a Londra, dove nel 1990 si diploma alla London Film School, e nel 1997 fonda la Granite FilmWorks. Comincia intanto a realizzare cortometraggi, premiati in molti importanti Festival. Nel 2001 debutta alla regia di un lungometraggio con « Rage » il primo film totalmente indipendente realizzato da un regista africano ad uscire nelle sale cinematografiche di tutta la Gran Bretagna. Vince il riconoscimento Carlton’s Multicultural Achievement Award for Film.
Nel 2002 realizza il corto « Funeral », selezionato al Festival di Cannes.
Destinato nei sogni paterni a divenire scienziato, è tuttavia stato attratto dal mondo artistico, si è infatti da sempre dedicato alla musica, prima di essere sedotto dal mondo del cinema. Egli detesta la violenza e le logiche menzognere che nel mondo la legittimano. « Bambino della guerra », come egli stesso si definisce, è nato in Biafra, paese che è esistito sulle carte geografiche solo per tre anni poi è stato dimenticato.
Nei suoi film racconta dell’amicizia, la morte, la violenza, l’intimidazione, la negazione del sogno, lo sfruttamento dell’ignoranza, l’ideologia come strumento di manipolazione, dimostrando sempre una grande umanità ed una grande tensione verso le problematiche sociali, con lo sguardo sottile ed intelligente di chi conosce i giochi perversi di un mondo che segue gli interessi di alcuni e che attribuisce alle vite delle persone valori diversi.

« Questi bambini hanno conosciuto l’inferno per dei giochi economici …. tutto ciò mi tocca profondamente, ed è questo che ha nutrito « Ezra ». Il resto è cinema….. » dice N.Aduaka in un’intervista.

Filmografia
1990 – Voices behind the Wall, cortometraggio
1994 – Carnival of silence, cm
1997 – On the edge, cm
1999 – Rage, lungometraggio
2002 – Funeral, cm
Film che rappresenta il tema del cinema e della mondializzazione. E’ stato uno dei nove registi al mondo selezionato dalla commissione Society of Film Directors France, Cahiers du Cinema and the Directors’ Fortnight.
2004 – L’expert, cm
Bon voyage, cm
Sale Nègre, cm
2004 – Aicha, cm
2007 – Ezra, lm
Tutti i suoi film sono stati vincitori di numerosi importanti premi.




3. SERATA DI RACCONTI E MUSICA, ISPIRATI AL LIBRO:
« Madre piccola » di Cristina Ali Farah

« Barni mia, io voglio che mio figlio nasca qui, terra mia madre di cui conosco risvolti della memoria, segreti della parola. »
Così dice Domenica Axad rivolta all’amatissima cugina Barni nel momento della loro desiderata riunione dopo un lungo e doloroso distacco. Legate da un filo invisibile e resistentissimo, Barni e Domenica Axad, cugine da parte di padre, sono cresciute insieme a Mogadiscio, bambine spensierate e felici in un mondo compatto di affetti familiari e radici comuni. Fino a quando Domenica è partita con la madre per l’Italia. Quando torna a Mogadiscio il momento è fatale: inizia la guerra civile e, mentre lo scoppio dei disordini coincide con il trasferimento di Barni a Roma, per Domenica segna un decennio di smarrimento. Barni, ormai orfana di entrambi i genitori, si ferma a Roma dove trova un equilibrio nella dedizione al lavoro di ostetrica. Domenica vaga nel mondo trasportata dai flussi della diaspora, tentando dolorosamente di riallacciare nessi che restituiscano un significato alla propria storia. La progressiva ripresa di una coscienza di sé coincide con l’inizio della relazione con Taageere, teneramente inconsistente, nomade senza meta: molto più difficile per gli uomini ritrovare una collocazione dopo la disintegrazione del proprio mondo. Rientrata a Roma, Domenica Axad incontra di nuovo Barni e decide di affrontare accanto a lei la maternità prossima. Suo figlio avrà lo stesso nome del nonno scomparso nella guerra, Taariikh – Storia – e Barni – la zia materna – sarà la sua habaryar, madre piccola. Sullo sfondo della storia recente della Somalia, Cristina Ali Farah dà voce appassionata a tre personaggi di straordinario spessore e autenticità, attraverso le quali riecheggia il dramma della diaspora. E l’identità in gioco non è solo quella di chi migra.

Ospite della serata: l’autrice Cristina Ali Farah

Durante la serata verrà conferito all’Amministrazione Provinciale il riconoscimento « CITTÀ EQUOSOLIDALI ». Al termine della serata sarà offerta dalla Bottega della Solidarietà di Savona una degustazione di Rooibos, tipico infuso del Sud Africa.

UBAX CRISTINA ALI-FARAH
Cristina Ali Farah è nata a Verona nel 1973 da padre somalo e da madre italiana. È vissuta a Mogadiscio dal 1976 al 1991 quando stata costretta a fuggire, con il suo primo figlio, a causa della guerra civile scoppiata nel paese. Dal 1996 vive stabilmente a Roma dove si è laureata in Lettere. A Roma sono nati i suoi altri due figli. È tra le fondatrici della rivista di letteratura della migrazione El-Ghibli, collabora con numerosi periodici e testate ed è presidentessa dell’associazione Migranews. « Madre piccola » è il suo primo romanzo.



4. THE WEAK CURRENT
di Nicole Leghissa
Italia 2007
50 min.

Seconda metà dell’Ottocento. Il giovane rampollo di una famiglia aristocratica abbandona le comodità dei salotti e parte dal Friuli alla scoperta delle terre incognite d’Africa.
« … Pietro l’esploratore buono, il bianco che nel 1880, al termine di una lunga marcia di pochi uomini nella giungla, in una favolosa notte di luna aveva scoperto il fiume Congo vasto come L’oceano.
Savorgnan di Brazzà, l’ufficiale gentiluomo, l’Idealista che marciava scalzo e disarmato, ma metteva l’alta uniforme per incontrare i re color dell’ebano. …Ma ora l’attesa è finita, i tam tam salutano il Grande Spirito dell’eroe che torna sul suo fiume, nel luogo che porta il suo nome: Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo… » scrive P. Rumiz, giornalista.
Il documentario compie un viaggio nello scarto esistente tra il mito dell’esploratore che voleva essere amico degli africani e lo squallido utilizzo della sua icona oggi da parte dei poteri forti, congolese e francese, che amici non sono. Il trasferimento delle spoglie di Brazzà non è altro che una commedia imbastita per annebbiare lo sguardo della comunità internazionale e delle popolazioni africane sulla vera posta in gioco: la depredazione del Congo.
A guidare lo spettatore in questo viaggio è proprio il giornalista Paolo Rumiz, che dopo un’iniziale fascinazione per la modernità del Brazzà, esploratore avventuroso e disinteressato, si accorge che l’inaugurazione del mausoleo a lui dedicato non è altro che un’operazione cosmetica.
Brazzà è un’icona perfetta: piace alle popolazioni indigene da cui è considerato tuttora un antenato, al dittatore africano che cerca di rifarsi l’immagine, al governo francese in aria di revisionismo coloniale. Dietro il teatrino delle belle parole, del taglio dei nastri e dei tappeti rossi stesi alla famiglia Brazzà per acconsentire al trasferimento delle spoglie dell’illustre antenato, c’è una realtà molto più tetra ed estremamente lucrativa. Ieri era il legno, era il caucciù, era l’avorio. Oggi è il petrolio.
Il documentario presenta Brazzà, l’esploratore scalzo e disarmato. Il gentiluomo avventuroso che finì per essere ripudiato dalla Francia e rimosso dal suo ruolo di Governatore della Colonia dell’Africa Equatoriale Francese a causa delle sue aperte critiche alla brutalità del sistema coloniale. Tradito a tal punto che la moglie preferì seppellirlo ad Algeri, rifiutando i funerali di stato a Parigi.

Ospiti della serata: la regista Nicole Leghissa, Masengo Ma Mbongolo coordinatore generale dell’Associazione Malaki Ma Kongo, Pietro di Serego Alighieri e Ginevra di Serego Alighieri discendenti di Pietro Savorgnan di Brazzà.

NICOLE LEGHISSA
documentarista, producer, video maker. nata alle pendici della cortina di ferro, a Trieste, ha collaborato per quasi 10 anni come producer e aiuto regista da Roma con produzioni indipendenti americane ed inglesi. Nel 2006 ha fondato una sua piccola società di produzione con cui sta sviluppando diversi progetti documentari sui temi di attualità internazionale. www.nicoleleghissa.org

MASENGO MA MBONGOLO
Coordinatore generale dell’Associazione Malaki Ma Kongo, artista, attore di teatro, promotore e custode delle radici della cultura africa nell’est e nell’ovest dell’oceano Atlantico. www.malakimakongo.net

GINEVRA DI SEREGO ALIGHIERI
Discendente di Pietro Savorgnan di Brazzà e presidente onorario di Avec-Onlus. www.avecong.org

PIETRO DI SEREGO ALIGHIERI
Discendente di Pietro Savorgnan di Brazzà, ha conseguito la laurea in Filosofia all’Università di Firenze con una tesi dal titolo: « Esotopie. La percezione dell’altro in Pietro Savorgnan di Brazzà ».